Breaking News

Monday, 29 January 2018

Tiger Woods | Golf


"It's all finished now, it's fused and my quality of life is infinitely better than it was at this point last year." Tiger Woods

Monday, 15 January 2018

Venus Williams - Australian Open 2018

"I don't think I played a bad match. She just played above and beyond. I just have to give her credit for that." - Venus Williams https://ausopen.com

Saturday, 13 January 2018

Blaise Matuidi claims he was racially abused by Cagliari fans Saturday


"Today I experienced racism during the match. Weak people try to intimidate with hate." - Blaise Matuidi (Juventus) Source: http://edition.cnn.com

Fedele alla linea al Piccolo Festival del Fumetto di Cremona

Fedele alla linea. (Ed. BeccoGiallo Editore). L’autore Gianluca Costantini dialoga con Matteo Stefanelli. Info

Friday, 12 January 2018

Portrait of Riccardo Falcinelli | Cromorama


Wendepunk.t Zeitschrift für eine Neue Zeit Nr.4





Wendepunk.t Zeitschrift für eine Neue Zeit
Nr. 4 Herbst 2016, München

Manfred Ach • Giada Barbiero • Madeleine Boschan • Mareen Bruns • Gianluca CostantiniMatthias DietrichHorst Esser • Alisha Gamisch • Jonis HartmannElena Kaufmann • Tobias Muno • Pietro Pio • Marc Sagnol • Margus Tamm • Hans-Peter Söder • Ayna Steigerwald • Fabian Widerna • Gerald Zörner

Herausgegeben von
Hans-Peter Söder
im Christoph Durr Verlag

www.wendepunk-t.de

Wednesday, 10 January 2018

Hungary: Release Ahmed H and stop abusing terrorism laws


Ahmed has been labelled a terrorist and jailed for 10 years after using a megaphone to call for calm during clashes at the Hungarian border.

In August 2015, Ahmed left his family home in Cyprus to go and help his elderly parents and six other family members flee Syria and find safety in Europe. One month later, they found themselves among hundreds of refugees stranded at the Hungarian border after police fenced off the crossing with Serbia.

Clashes broke out as some refugees attempted to get through. Hungary’s police responded with tear gas and water cannon, injuring dozens. Some people threw stones, including Ahmed. But news footage also clearly shows Ahmed using a megaphone to call on both sides to remain calm.

For this, a Hungarian court found him guilty of an “act of terror”, under Hungary’s extremely vague counter-terrorism laws, and sentenced him to 10 years in prison. Continue

Sunday, 7 January 2018

My color is not a crime! - Erica Garner


The Black Lives Matter activist Erica Garner has died, after a week in hospital following a heart attack. She was 27. Garner was the daughter of Eric Garner, a man who died in a police chokehold in New York in 2014.

Among tributes, Senator Bernie Sanders said that although Garner “didn’t ask to be an activist, she responded to the personal tragedy of seeing her father die … by becoming a leading proponent for criminal justice reform and for an end to police brutality”.

Announcing Garner’s death in New York on Saturday morning, the Rev Al Sharpton said she was “a warrior to the end”. He said: “Her heart was broken when she didn’t get justice … the [heart] attack just dealt with the pieces that were left.” Continue


Qualche considerazione su "Kurdistan. Dispacci dal fronte iracheno" di Claudio Calia

Ogni volta che presento “Fedele alla linea” il libro di Graphic Journalism che ho pubblicato per BeccoGiallo alla fine durante le domande c’è sempre qualcuno che mi chiede “Lei cosa pensa di Kobane Calling di ZeroCalcare? Lo considera un buon libro di giornalismo a fumetti?”. Sono sincero e credo che mi trovi d’accordo anche Zerocalcare, Kobane Calling non è un libro di giornalismo a fumetti, ma come è scritto sul sito del suo editore “Un diario di viaggio” e infatti il protagonista assoluto di questo libro non è il Kurdistan ma Zerocalcare in Kurdistan.

Queste prime righe sono in verità utili per parlare del nuovo libro di Claudio CaliaKurdistan. Dispacci dal fronte iracheno” e di come è costruito e composto.


Ultimamente in una recensione su Il Fatto Quotidiano il giornalista Stefano Feltri cerca di capire e accusa Calia di ripetitività e di noiosità del racconto, di come poco si vedano i luoghi del racconto e che alla fine il fumetto sia un’interrotta intervista e sequenza di primi piani, sono critiche giuste ma anche facilmente inquadrabili nella visione e lettura di un “giornalista” classico.

La diversità tra il libro di Zerocalcare e quello di Claudio e proprio la serietà di come si affronta il tema, quella voluta timidezza che nasconde l’autore e non lo fa diventare il “Mickey Mouse” di turno. Gli argomenti di cui si parla sono molto seri e coinvolgono emotivamente le persone sia intervistate oppure che lavorano con queste persone e come mi diceva Joe Sacco molti anni fa, è difficile far parlare le persone in quei luoghi soprattutto se sei un occidentale. Il disegno aiuta in questo.

L’autore in questione è stato inviato in quella zona del mondo da Un Ponte per… e dall’Associazione Ya Basta Caminantes di Padova, c’è un motivo didattico e di testimonianza dietro al progetto e il risultato deve essere utile loro e a noi.



Nelle vite delle persone bisogna entrare in punta di piedi, annusarle, accarezzarle per conoscerle e raccontarle si può fare in tanti modi e credo che Calia sia stato bravo in questo. Forse la continua intervista può essere noiosa ma questa non è una fiction è la realtà delle cose e il giornalismo si basa sulle interviste, certo si possono incrociare le fonti, farne molte di più, sentire voci discordanti, ma non era il senso di questo lavoro di quello che veniva chiesto al giornalista disegnatore.

L’unica critica forse è il disegno, avrei voluto qualche dettaglio in più, qualche cosa che mi facesse sentire più, lì, dove si trovava l’autore, ma l’asetticità del disegno di Calia è la sua caratteristica. Sono sincero mi piacerebbe molto vedere un lavoro così approfondito scritto da Calia ma disegnato da un altro autore per capire cosa altro si può aggiungere.

Spesso anche i miei fumetti vengono accusati di essere troppo, didascalici, troppo seri, proprio per questo ho voluto scrivere questo breve testo, è importante ragionarci su per capire il futuro del linguaggio. In Italia i disegnatori che fanno realmente Graphic Journalism si contano su una mano, io posso ora dire che Claudio Calia è una delle dita.